—È lui!

—Dividete dunque, capitano: rifiutereste?—E gli ruppe la pasta nella mano; poi aggrottando la fronte e con voce fredda:—Avete letto l'ultimo libro di Girardin: Le droit de punir? Vi è nell'appendice sull'antica penalità un particolare interessante: quando si condannava un reo a morte, due giudici rompevano una paglia... Dunque il veglione riuscirà bello; forse ci sarò anch'io. La contessa Alidosi verrà in palco: potrete trovarla meglio che sotto la maschera, ma il marito si annoierà con lei, perchè i mariti si annoiano sempre colle loro signore.

—Gli terrò compagnia.

—Ma lo divertirete?

Il capitano si era fatto pensieroso. La disinvoltura finale di Ida, che gli ordinava, rosicchiando una piccola pasta nera, di uccidere un uomo provocandolo in faccia alla moglie, nel tumulto folleggiante di un veglione, lo imbarazzava. Certo qualche gran cosa doveva essere fra di loro, oltre lo scandalo del castello di Valdiffusa secondo che il duca lo raccontava.

—Lo odiate dunque molto?—le si rivolse grossolanamente, stracciando tutto il velo da lei tessuto con un'arte così difficile su quella scena.

—Forse! forse lo amo.

—Ne dubito.

—Avete torto: non ho io forse bisogno di credere che voi amate la contessa Ceri?