Il ragazzo sollevò il viso lagrimoso e, guardandola arditamente, fe' un gesto.
—Tu?!
Il ragazzo insistè, ma Ida lo respinse brutalmente, schizzando dagli occhi una fiamma gialla.
—Tu?! no.
Quella notte fu l'ultima del loro stranissimo amore. Poco dopo Rocco si ammalò gravemente.
Le zie, che lo amavano con tutto il trasporto della loro vita sterile ed abbandonata, ne furono inquietissime e si dettero lo scambio di notte per vegliarlo. Rocco non parlava: era mesto e rassegnato. Si accorgeva di tutto quel bene delle zie, ma l'occhio gli correva ostinatamente alla finestra chiusa di Ida con un affetto calmo di moribondo, perchè Rocco sapeva di morire.
Quel corpicciattolo avea resistito fin troppo.
Il medico non ordinò che del vino generoso, il solo olio che potesse ardere ancora qualche giorno in quella lucerna. Le vecchie piangevano, avevano staccato di sopra al loro letto il gran quadro di san Giuseppe, drizzandolo sul canterano di Rocco con quattro candele benedette appositamente dal parroco, sempre accese. Poi fecero scoprire la Madonna delle Grazie e benedire una camicia. Quando gliela misero, una zia stava in ginocchio mormorando una speciale orazione. Rocco lasciava fare, ma una volta disse con un triste sorriso:
—Muoio!—poi guardò la finestra.
Le zie credettero che fosse davvero innamorato, lo dissero col curato, colle vicine, così che la Lucia corse dopo dieci minuti a dirlo scherzando con Ida intenta al suo poema.