Una volta Ida aveva inteso quella disputa sotto le proprie finestre.

Però la vanità di quei giovani era offesa dal suo contegno indifferente; la dicevano brutta, ma piaceva a quasi tutti, e pochissimi l'avevano veduta. Questa fortuna non era toccata che al calzolaio, il quale era uscito entusiasmato.

—Se vi dico che pare proprio una gran signora.

—Che cosa vuoi capire tu, con quei quattro che hai?... una gran signora?

Questa volta era finita a pugni. Quando gli stivaletti furono terminati, egli si vestì da festa e glieli portò. Ida, che conosceva l'alterco accaduto, gli guardò con un'aria così nobile una contusione scura sotto l'occhio destro, che il calzolaio si sentì rimescolare il sangue e, se non fosse stata la soggezione, chissà che cosa le avrebbe detto.

Sulla fine dell'estate alla mamma si manifestò il cancro nel petto. Ida, capendo di restar sola, ne fu scossa per qualche giorno. Aveva giurato di non fare mai la maestra, ma non vedeva nessun rimedio alla indigenza di ogni giorno, ed aspettava come dal caso la soluzione del suo fantastico problema. Al pari di Goethe, che si sentiva capace di tutto e non si sarebbe punto meravigliato all'offerta di una corona, era pronta a tutti gli estremi, acquattandosi in quell'ombra silenziosa della propria casa ad aspettare colle pupille dilatate il passaggio immaginario di una vittima.

Nessun dramma della storia o dell'arte avrebbe potuto vantarsi più denso di peripezie e di catastrofi che quel dramma così semplice ed ignorato della sua vita casalinga. Tutte le passioni vi si erano dato convegno, tutte le contraddizioni vi si tenevano la posta come in un trivio, nel quale le speranze della reggia si urtassero coi dolori delle soffitte; era come una bisca, ove la brutalità popolana ringhiasse collo spavaldo cinismo e l'astuta bravura dei cavalieri d'industria.

Quella mattina Ida era più calma del solito. Svanito il subbuglio di quella offerta del dottore, una grande speranza le era entrata in cuore di essere vicina alla terra promessa. Finalmente il mondo cedeva al fascino della sua superbia. Il dottore non s'era forse innamorato se non perchè ella differiva dalle altre fanciulle del villaggio? trionfo tanto più bello, che egli medesimo non poteva apprezzare la superiorità della dottoressa.

Il sole era già alto, che ella sedeva ancora al largo tavolo, quando la Ghita le entrò in camera.