Ida, che era venuta alla finestra, lo urtò con una occhiata, ed alzando le spalle:
—Lo scetticismo degli uomini!—mormorò.
VI.
Nei giorni seguenti la malata peggiorò, così che la Ghita, trattenuta da Ida a vegliarla, si aspettava ad ogni momento di vederla morire. Da quell'ultima scena nè Ida nè il medico si erano più mostrati al suo capezzale, quegli chiuso nel proprio dispetto d'essere la favola del paese ed assaporando nella cessazione di quelle visite inutili una specie di vendetta, questa avendo già da lungo tempo esaurito ogni pazienza di decoro e di amore.
La Ghita regnava sola in casa. Giù nella cucina i suoi bambini giuocavano e rubacchiavano, le vicine entravano ad ogni momento, e quindi erano lunghi discorsi e confidenze sul triste destino della mamma e della figlia, sole, senz'altro appoggio nel mondo che la Ghita. Le vicine la complimentavano sul suo buon cuore ed ella se ne schermiva appena, mentre in mezzo a tutti quei complimenti gli ultimi arnesi della cucina si andavano sempre più rarefacendo. Un giorno la fanciulla se ne accorse senza dire parola. Un altro giorno trovò la Giovanna giù al focolare in colloquio colla Ghita. Ida si arrestò sulla soglia. La Ghita, che parlava a bassa voce, trasalì, ma l'altra, venuta solo per conoscere la signorina e ringraziarla, chinò la larga faccia arrossendo. Ida capì.
Andò dritta alla Ghita e le diede un ordine con quel suo occhio penetrante ed altero. La Giovanna scambiò un'occhiata furtiva colla Ghita come per domandarle coraggio, e appena la fanciulla si mosse voltandole le spalle, coll'impeto di un cane le saltò all'abito ed afferrandogliene un lembo lo baciò. La immensa distanza, che le separava, era scomparsa. Ida rivolse la testa, guardò quella donna ginocchioni in atteggiamento di preghiera, e per la prima volta dopo molti anni la compiacenza della sua vanità fu senza acredine. La Giovanna singhiozzava. Ella si torse, la prese per mano e la rialzò; ma la donna abbassò gli occhi in faccia alla vergine.
La Ghita aveva due lagrime alle ciglia; poi la Giovanna giunse a baciarle una mano, mentre Ida si liberava sparendo dietro l'uscio. Allora le due donne si osservarono mutamente, poichè quella scena subitanea era stata un enigma per tutte e tre, incontratesi come a caso nel trivio soleggiato d'un affetto cristiano.
La Ghita fu la prima.