—Ma è matta!—disse guardando il soffitto, sopra al quale era la camera della fanciulla, e come rispondendo ad un lungo ragionamento.

—Proprio?—ribattè la Giovanna aprendo gli occhi, nei quali si spegneva già il baleno dell'ammirazione.

—Ghita!—chiamò con accento angoscioso la fanciulla dalla scala:—Ghita!

—Che?—e corse all'uscio. L'altra la seguì.

La fanciulla era sul pianerottolo, aveva il volto bianco e sconvolto.

Salirono, si precipitarono nella camera della ammalata. Così alla poca luce delle imposte socchiuse si distingueva appena, ma si udiva un rantolo fievole fievole.

La Giovanna corse a spalancare un'imposta, ed allora apparve la faccia della morente. Era deperita in un'ora più che in tutta la malattia.

—Muore!—balbettò la Ghita:—bisogna chiamare il dottore.

La Giovanna alzò la testa.