La Ghita pensò un pezzetto. Intanto Ida si sentiva struggere di sdegno al solo guardarla, mentre il freddo del cadavere della mamma presente al mercato le saliva sottilmente per le reni. Finalmente la Ghita parve decidersi, ma doveva essere una grossa domanda.
—Andiamo,—fe' Ida collo sguardo.
—Il letto e la madia,—disse precipitosamente.
Ida allungò la mano.
—Il letto compito colle materasse.
La fanciulla annuì col capo e, prendendo i gioielli, andò verso la propria camera.
La Ghita si volse tutta ilare all'altra quasi imbronciata di quella sua buona fortuna, poi correndole dietro con voce melliflua:
—Bisognerà che prenda qualche cosa, è tardi; sono già le due. Ho uno stufato giù, che mi è proprio venuto bene, dia mente a me.
—Non ho fame.