—Dove vai?

—Tanto deve accadere presto!

—Vuoi piangere?—l'interruppe Bettina.

—No, no, mangia le frittelle: sono nel cassetto.

—Torna presto.

—Forse.

—Va pure.

A Tina la parola parve avere un altro significato: uscì barcollando. Ma nel vicolo inondato dal sole meridiano fu peggio: un velo le si abbassò sugli occhi fasciandole tutta la testa, sulla quale le radici dei capelli tiravano dolorosamente, mentre nel ventre così teso quella cosa sembrava crescere mostruosamente. Il vicolo era quasi deserto.

Siccome non aveva l'ombrellino, sul quale appoggiarsi, si accostò istintivamente al muro: capiva che la febbre le era cresciuta, ma che avrebbe potuto egualmente arrivare alla casa della signora Cesarina. Dopo? Non lo sapeva.

I piedi invece le faceano male sull'asperità delle lastre.