—Che cosa avete, Tina?
—Sto male.
—Veggo.
La sua faccia scialba non tradiva alcuna commozione. Un grembiule bianco colle fasce sul petto e sulla schiena le copriva a mezzo quel solito abito scuro: tornò al focolare, poi disse:
—Volete una tazza di brodo? La padrona non se ne accorgerà.
—No, grazie.
—Che cosa siete dunque venuta a fare?
Ma ella credeva di averlo indovinato sapendo la miseria della fanciulla;
Tina non volle dirlo. L'altra seguitò colla stessa voce:
—C'è di là un'altra ragazza, non come voi: sarebbe bella, ma è troppo grossa. È nata apposta lei per questa vita.
Tina sentì il complimento, che la serva voleva farle, ma vedendole quella faccia di un bianco freddo come il grembiule, daccapo non potè rispondere. Nella cucina pulitissima, colle finestre socchiuse, un odore di rosolii vagava. La fanciulla aveva sete.