Tina si alzò: allora l'altra, vedendola in piedi, n'ebbe una trista impressione e cessò di ridere.

—Avrei da dirle una parola,—si volse Tina timidamente.

—Venite pure.

Ma Tina si fermò nel corridoio.

Adesso non sapeva più come dire: un turbamento, quasi un impeto di pianto, le salì agli occhi; il corridoio era buio, la signora Cesarina vestita di nero, dinanzi a lei, pareva un'ombra.

—Vorrei…—cominciò, e s'interruppe, come se avesse paura di essere intesa dalla cucina.

—Che cosa?

—Una corona di fiori bianchi…

L'altra la guardò stupefatta.

—Fra due o tre giorni…—si affrettò Tina:—me lo prometta.