—Non la curano dunque?

L'altra ripetè lo stesso sorriso.

—Anche quella madre è senza mezzi: dovrà forse vedersela morire innanzi così.

Ma la bambina si quietò.

Egli si era rimesso il cappello, quindi la donna temette che volesse andarsene.

—Vuole che l'aiuti a cavarsi il pastrano? A momenti Tina verrà: abbia un po' di pazienza.

Egli invece se lo trasse da solo con atto impaziente, e l'altra rientrò ancora da quella stessa porta in una camera buia. Probabilmente la ragazza era là.

Passarono altri cinque minuti. Egli non sapeva più che pensare nella stranezza di un tale caso, che gli aveva già turbato quel benessere dopo il pranzo, traendolo con una imprevedibile novità di sensazioni ad una confusa tristezza. Nato e vissuto troppo lungamente vicino alla miseria per non riconoscerla ovunque, al primo sguardo, non aveva più per essa che la ripugnanza di coloro riusciti finalmente a farsi strada più in alto. Anzi la recente agiatezza gli metteva nel legittimo orgoglio della vittoria un profondo disprezzo pei poveri incapaci di reagire contro la propria condizione sino a trionfarne in un modo o nell'altro. Perchè restare povero? Gli pareva che, volendo, si potesse sempre arrivare ad uno stato tollerabile.

—Adesso,—pensava,—preparano la scena. Eppure vi è qualche cosa di ben triste nel volto di quella donna non ancora vecchia! Chi è? chi sarà la ragazza? Quella donna non nacque così come si trova ora, ma nelle grandi città i casi e gl'inganni sono talmente complicati che bisogna aspettarsi a tutto. Se tenteranno una commedia me ne accorgerò.

La porta si riaperse: riapparve quella donna traendone per mano un'altra, che tenea la testa anche più bassa. Egli scattò dalla sedia.