—Bisogna chiamare il medico!

Tina ebbe un brusco sobbalzo.

—Senti, adesso vado io dalla signora Cesarina a farmi dare quegli otto franchi che ci deve: me li darà: sono così esse, ma bisogna farsi pagare. Tu cerca di stare tranquilla, non sarà nulla, un po' di strapazzo, che ti sei buscato negli ultimi giorni, ma che ti passerà presto. Chiameremo anche la signora Veronica, c'ingegneremo; se non abbiamo quattrini si farà alla meglio, non aver paura. Forse la signora Cesarina ci aiuterà.

—Sono tutta ammalata.

—Dimmi, dimmi.

—Il ventre mi tira come se nel mezzo vi fosse una corda tesa; ma non è solo questo. Ho freddo dentro.

—Sfido io, non mangi. Chiameremo il medico.

—No!—proruppe Tina violentemente.

—Mio Dio! Ecco come tu fai sempre. Dimmi il perchè.

Sembrò che Tina esitasse, poi un impeto febbrile le fece sollevare la testa: gli occhi cilestri si erano accesi.