Tina ripetè anch'essa:

—Madonna santissima…

—Sì, Madonna santissima, io avrei voluto vivere pura come voi, ma se non ho saputo resistere alla tentazione del peccato, soffiate voi col vostro alito sulla mia anima, affinchè si rischiari e vegga le vie del Signore. Si, ripetete ancora con me: Ave Maria, Virgo virginum. Ella è la santa dei bambini e delle vergini, che sa tutti i segreti del dolore, lei sola può dire alla morte di cancellare dalla vostra carne la macchia del peccato. Ave, Maria degli innocenti e degli abbandonati; voi siete la grande stella dei naufraghi, che non veggono più la sponda, voi siete la stella dei moribondi, che chiudono gli occhi nel vostro sorriso per riaprirli alla verità eterna di Dio. Ave Maria!

Poi si rialzò faticosamente, le fece un segno di croce sulla testa e disse:

—Tornerò domani sera: pregate la Madonna, domani sera sono sicuro che vi confesserete.

Ma Tina vedendo che stava per partire, frenò a stento uno scoppio di lagrime: perchè se ne andava? Dopo sarebbe più sola. Egli aveva parlato con una tenerezza, che nemmeno la mamma le aveva mai mostrato nei più tristi abbandoni. Come s'interessava tanto di lei, che non aveva mai veduta? Improvvisamente le parve di tornare bambina e provò una soggezione piena di fiducia e di rammarico: qualunque cosa le avesse chiesto in quel momento l'avrebbe fatta.

—Riposate, figlia mia, il sonno vi farà bene; domani sera non mancherò.

—Venga, venga,—proruppe quasi la fanciulla.

Il vecchio le pose ancora una mano sulla fronte, e andò a prendere la candela per uscire.

—Buona notte, Tina.