—Buona notte,—rispose la fanciulla, lasciandosi finalmente cadere le lagrime dagli occhi dentro l'ombra della camera.

Don Pietro posò il candeliere sulla tavola della cucina e si rimise automaticamente il cappello; la cucina pareva vuota, ma la figura della mamma gli si parò innanzi dal sofà: egli vide la sua faccia emaciata, col gran naso di una fisonomia, che altra volta aveva dovuto essere bella ed altera, ma adesso l'umiltà ne aveva cancellata pressocchè ogni traccia.

Stava confusa.

Il prete mise la mano nella tasca della veste per trarne due lire di argento, che sapeva di avere, e gliele porse.

—Come ha trovato Tina? Morirà?—chiese l'altra tremando.

—Sta male certamente: tornerò domani sera, non credo ad un pericolo imminente, ma pregate anche voi perchè vostra figlia si confessi. La sua anima è rimasta buona senza gli insegnamenti della religione. Tornerò domani sera, andate di là.

E senza attendere risposta si avviò per l'altra stanzetta; la signora Adelaide non sapeva che fare, se ubbidire subito o accompagnarlo per le scale colla candela, ma intese il passo della signora Veronica sul pianerottolo.

Il vecchio era già all'uscio.

—Buona sera, signor don Pietro, aspetti,—disse la signora
Veronica:—ora scendo con lei per le scale col lume.

—No,—rispose bruscamente.