Appena la signora Adelaide entrò colla candela nella camera di Tina, questa esclamò:

—Non voglio vederla, sai!

—Chi?

—La signora Veronica. Va subito a chiudere la porta e vieni a letto.

Due ore dopo dormivano.

* * *

E le pareva che la signora Veronica l'accompagnasse per Lungarno verso la chiesa di don Pietro.

Il meriggio scottava, ma camminando a testa bassa Tina non si guardava che il ventre enorme sui fianchi dolenti: e la sua gravidanza era così inoltrata che ne sentiva a ogni momento le doglie in una agonia delirante di paura, mentre un freddo le gelava la schiena anche sotto quei raggi del sole. Ansante, cogli occhi gonfi, cercava di evitare le occhiate della gente, che si voltava a guardare dietro con quel sorriso così crudele per le fanciulle, quando non possono più nascondere la propria disgrazia. Ma la signora Veronica, affrettandosi silenziosamente, la tirava per mano come una bambina sorpresa in fallo e condotta al castigo. Giravano da un pezzo. Nella folla oscura la ressa aumentava, e ogni tanto ondeggiavano larghi barbagli di fiamme e voci lontane gridavano. Poi a una svolta vide improvvisamente il vecchio prete sulla soglia della chiesa, senza cappello in testa.

I suoi occhi dardeggiavano.

—Ah!—gridò con un gesto d'impazienza.