La sua faccia era ridivenuta mite e stanca come la sera innanzi, quando le stava al capezzale del letto.
—Volete confessarvi, ragazza mia?—disse lentamente.
Ma, come allora, Tina non seppe rispondere.
—Fra poco arriverà.
—Chi?
—Il muratore.
—Il muratore!—ripetè senza capire.
E udì nuovamente quei passi avvicinarsi dal fondo della chiesa. Le pareva che tutta l'ombra ne tremasse agitando il lucignolo della lampada dentro quella coppa rossa, come se un sangue la riempisse. Anche il vecchio prete si era rivoltato e i suoi occhi stavano fissi.
—Badate: i minuti vi sono contati,—disse ancora.
Ella invece ascoltava con crescente terrore le battute misteriose di quei passi avvicinarsi nell'ombra: la chiesa ne tremava. Colle mani strette convulsamente sul ventre, la fanciulla agitò la testa guardando il vecchio prete immobile come una statua; il suo volto era così triste che le fece male, poi lo intese ancora ripetere: