Ma la testa febbrile si riabbassò pesantemente sul cuscino.

LA QUINTA GIORNATA

Betta era corsa piangendo nella camera di Tina.

—La mamma non mi fa più il vestito.

—Vorrà tenerlo per sè,—disse la signora Adelaide, e il suo viso parve duro alla fanciulla, nel lungo sforzo che la povera donna faceva per rattenere i singhiozzi.

—Dille che venga qui,—mormorò Tina.

E mentre Betta se ne andava consolata, Tina richiuse gli occhi.

La mamma, seduta presso il capezzale, stette a guardarla in preda ad un profondo sbigottimento davanti a quella nuova trasformazione. La fanciulla diventava un'altra; il naso le si era affilato e un'ombra le aveva scavato le gote, mutando tutta la sua fisonomia; soltanto la fronte sotto quell'arruffio dei capelli rimaneva ancora pura.

Poi aprì gli occhi e disse quasi in sogno:

—Come sei lontana!