—Hai detto la verità. Si vede subito che hai sedici anni, non puoi averne altri. Ti chiami Tina? È un bel nome, nel mio paese non conosco nessuna ragazza che si chiami così. È un nome fiorentino?
—Sì.
—Ma tu farai pure qualche cosa? Come vivete in questa casa?
—La mamma è stata ammalata tutto l'inverno, io andavo da una bustaia, ma ho dovuto smettere per curare la mamma.
—Il babbo?
—Non l'ho mai conosciuto.
—Ma la mamma che cosa faceva prima di ammalarsi?
—Andava in due o tre case a prestare mezzo servizio per non lasciare me.
—E prima?
—È stata quasi ricca, poi vennero le disgrazie: adesso non può fare più nulla, è troppo debole.