—Oh! mamma, non potevo!—esclamò finalmente la fanciulla, gettandole le braccia al collo in uno scoppio di pianto senza lagrime.

L'altra l'accarezzava sulla testa.

—Calmati, Tina, hai fame? Adesso possiamo mangiare.

—No, no.

Ma quelle carezze la calmavano. Finì di abbottonarsi la giacca, si strinse la gonna sui fianchi perchè sentiva freddo e un gran bruciore di sete.

—Che cosa vuoi? dimmelo e vado fuori a prenderlo.

—Non ho fame, piglia tu quello che vuoi.

E le porse il fazzoletto nero.

—Non sei in collera?

—No, figlia mia. Lo so, è triste, per adesso non ci pensiamo. Dimmi piuttosto: vuoi che ti porti una costoletta cogli spinacci? Al Pavone è ancora aperto certamente: dammi la boccia del vino; ti occorre qualche cosa di caldo?