E senza attendere il permesso sciolse le punte del tovagliolo.
—Tò! anche degli aranci, me n'ero accorta al profumo. Vedete, Tina: il lesso grasso e magro, questo è davvero una cosa eccellente, perchè è proprio un pezzo di lombata: così freddo è anche migliore. Invece i maccheroni bisogna mangiarli subito, altrimenti nell'agghiacciarsi perdono il sapore, e poi si aggrumano. Ne convenite, signora Adelaide? Avete però scelto bene. Oh! Oh!—seguitò levandosi in piedi dalla meraviglia nello scoprire il piatto della costoletta:—le belle patate spruzzate di ramerino, belle, color d'oro!
Anche Tina guardava.
—Osservate,—proseguiva l'altra con più seduttrice intenzione, volendo farla ridere ad ogni costo,—non vi sono molte donne a Firenze di un biondo dorato come questa costoletta e queste patate, ma nelle donne a me il biondo non piace. Meglio i vostri capelli castani così graziosamente arruffati,—e glieli accarezzò colla mano corta e pesante.
—Via, bisogna spicciarsi coi maccheroni!
—Tina, Tina, mangiate, e anche voi, signora Adelaide; io proprio non ho fame, piuttosto, se permettete, assaggerò il vino.
Ma a Tina i bocconi non andavano giù: quindi finì per immergere qualche crosta di pane nel vino, mentre le altre due divoravano. Anche la mamma pareva affamata, e la sua faccia melanconica si veniva rischiarando, sebbene dalla tristezza della figlia salisse sempre verso di lei una certa inquietudine.
—Che volete?—diceva la signora Veronica, la quale aveva già finito la propria parte di maccheroni e guardava con lunghe occhiate la costoletta:—io, da giovane, ho avuto sempre un debole per le cene a notte tarda, magari fuori di casa. Mi pare che così si chiuda meglio la giornata: poi si cena sempre con qualche giovanotto allegro, si ride, si dimentica. Se al mondo non ci scordassimo le disgrazie, si dovrebbe morire presto. Quando si cena in compagnia,—e spiava di sottecchi Tina,—è un caso che qualcuno non ci piaccia più degli altri, ma bisogna essere giovane come voi, ragazza mia, per potersi divertire. Ecco, taglierò la costoletta in tre parti, ne mangerete una anche voi, Tina.
Questa fece un gesto di rifiuto, e l'altra chinandosele con una finta carezza all'orecchio sussurrò:
—Avete male?