Si vedeva che avrebbe voluto chiedere altri particolari, ma sapendo che o prima o poi non le sarebbero mancati, aspettava.
—Bene, bene, adesso se avessimo del fuoco, io ho in casa un poco di zucchero, bisognerebbe farle un punch caldo con l'arancio per rimetterla in sesto: il punch dolce di alchermes è eccellente.
—Non c'è fuoco.
—Un vero peccato.
Non si udiva più la piccina piangere.
—Ella l'ha calmata, sono due bimbe che s'intendono,—disse con un sorriso la signora Veronica:—non avete più sete, signora Adelaide? bevete: a che pro lasciare l'ultimo gocciolo nella bottiglia? Tanto domani ne comprerete ancora, non è vero?
—Domani certamente, ma e dopo?—aggiunse smozzando la voce.
—La fortuna va presa donde viene e come viene: ecco Tina che ritorna.
La signora Veronica guardandola camminare credette di riconoscere la verità di quanto la signora Adelaide le aveva detto, e se ne sentì dentro tutta commossa. Possibile che esistessero, ancora uomini simili! Sono fortune incredibili, proprio da festeggiare con una cena: dopo bisogna rassegnarsi a passare sulla strada comune, dove passano tutte, lasciandovi quello che si ha di meglio, la bellezza, e finalmente la pelle.
—Assaggiate l'alchermes, Tina, vi spremeremo dentro un po' di arancio e vi farà bene.