—Bevi, se non vuoi morire,—diceva Bettina, tendendole la tazza alle labbra:—ma dammi prima un cioccolatino.
E il suo riso goloso diventava crudele nell'attesa.
—Non ne ho più;—mormorò la morente.
—Dammelo o butto via la tazza.
—Anche tu sei cattiva.
Credette di aver detto così l'ultima parola: non sentiva più male, era solamente in un buio profondo, silenzioso.
Ma la voce disperata della piccina la scosse, aperse gli occhi e la vide fra le braccia di quel signore giovane, che la portava via frugandole con la mano nel petto come aveva già fatto con lei.
—Tina, Tina!—gridava Betta.
Quando si destò, la mamma dormiva sempre e la piccina piangeva davvero nell'altra stanza lontana.