E solamente il soldato era la causa di tutto: adesso si ricordava che quella sera a cena egli da solo si era mangiato quasi tutto, ordinando dell'altro vino, anche la mamma aveva paura di lui, che non fosse contento: lo spiava negli occhi con un sorriso incerto.
La vecchia consentì ancora a rimanere nella casa per otto giorni.
Quella fu una triste settimana: il soldato fu buono, perchè nell'accompagnarlo alla porta la mamma sembrava felice, ma la serva non volle vederlo, nè udirne parlare; insisteva sempre sulla stessa cosa, che bisognava vendere i mobili, mentre la mamma diceva di no.
Tina smise di andare a scuola: la mamma stava chiusa nella propria camera, la serva in cucina, quando si riunivano per mangiare la mamma si metteva a piangere.
L'ultimo giorno la vecchia disse:
—Se volesse smettere, resto con voi.
—Sì mamma!—esclamò Tina.
Ma l'altra ostinata rispondeva:
—Perchè mi vuoi affliggere così? Senza di te non potrò andare avanti.
—Non ci andreste ugualmente, egli vi mangerà tutto. Le cose bisogna capirle: con quell'altro avreste fatto sempre la signora.