Lungarno era deserto.

Addossato al parapetto per accendere meglio un sigaro, vide le stelle tremolare dentro l'acqua del fiume a una grande profondità: poi l'orologio di una chiesa battè le otto e mezzo.

—Che cosa faccio qui?—si chiese improvvisamente.

Rifece i conti della giornata e di tutto quel mese: gli affari erano andati bene, non si rimproverava che di aver perduto centocinquanta lire al macao nel club di Forlì, secondo lui nel modo più sciocco, quando la partita stava per finire. Ciò gli accadeva qualche volta, perchè sentiva di avere il vizio del gioco, pur lottando abbastanza sicuramente contro di esso: ma quando si lasciava prendere, era sempre quella stessa vanità a spingerlo.

—Vale meglio buttarli con una donna! Se ne buttano meno e se ne sa meglio il perchè.

Un gruppo di signori forestieri usciva a piedi da un grande albergo nella sera fresca. Egli s'incamminò dietro loro per rientrare nelle strade più affollate ad affogarvi in qualche modo quelle tre ore, che gli restavano. Adesso il sangue gli ferveva. Una di quelle signore al braccio di un vecchio alto, dai favoriti bianchi, era di un biondo lucente anche nella notte, ma invece di un mantello indossava una giacca chiara, sotto la quale si sentiva tutta la molle eleganza della sua figura slanciata e sottile. Non sapendo una parola d'inglese egli poteva più facilmente fantasticare sulle loro orme: quindi seguì il gruppo a breve distanza, ma un signore si voltò, ed egli credette allora di aver commesso una imprudenza nell'avvicinarsi; poi vide la dama bionda rivolgersi sotto un fanale: era bella, benchè la distanza non gli permettesse di cogliere davvero i suoi lineamenti.

—Chissà quanti milioni ha quella gente, che per stravaganza si diverte questa sera ad uscire come me a piedi per le strade! Eppure vi sono signori italiani, che diventano gli amanti di quelle signore inglesi, delle quali il lusso supera perfino quello delle parigine; ma ciò non accade mai a Forlì o in altra delle nostre città di Romagna. Bisogna nascere a Firenze, a Roma, essere educato davvero come lo sono essi, per giungere a tali fortune. Invece io sono uguale a tutti i signori del mio paese, io figlio di un oste. Nessuno di loro sa condursi meglio di me o gettare più indifferentemente cento lire.

—Signore,—lo riscosse una voce.

Era di donna, col volto mezzo nascosto da un fazzolettone nero, che le sporgeva dalla fronte: non si vedeva dentro che una pallidezza bianca, e la figura stava curva.

Egli si arrestò.