La mamma aveva cinto d'un braccio la vita di Tina, premendola con lenta carezza.
—Ti ricordi quella volta che uscimmo a far merenda fuori di porta San Gallo colle Tugnoli? Fu l'anno passato, di primavera come adesso: tu avevi ancora l'abito giallo, io stavo quasi bene. Che bella giornata!
—Quanto danaro avete ancora?—chiese bruscamente la ragazza.
—Uno scudo; dopo, io non so più nulla.
—Volete che io dica di sì?
—Tina mia!
—Ebbene… ma adesso non parlatemene più.
* * *
Verso sera la signora Veronica uscì sul pianerottolo ad incontrare una signora, che saliva abbastanza lesta per le scale: si salutarono entrando senz'altro dalla porta di Tina. Anche la mamma, in agguato da parecchie ore, accorse; Tina invece era tornata presso Betta.
—È la signora Cesarina,—disse la signora Veronica cominciando la presentazione:—e questa è la mamma.