Quando furono sedute, la signora Veronica sbirciando la mamma di Tina come per incoraggiarla mormorò:

—Sì, è meglio parlare prima.

Una certa difficoltà rimaneva tuttavia fra di loro: la signora Cesarina più pratica si rivolse alla mamma con un sorriso:

—Avevo detto che sarei venuta prima, ma ho trovato qualcuno per strada, che mi ha fatto deviare; non è però molto tardi, ci si vede ancora benissimo, abbiamo tutto il tempo per discorrere. E così, che cosa volevate dirmi?

A questa domanda quasi brusca l'altra ebbe come uno smarrimento, ma la signora Veronica la sovvenne:

—Lo sapete bene, signora Cesarina.

—Sì, sì, mi ricordo tutte le vostre parole, ma io non posso quasi nulla, ciò dipenderà dalla ragazza quando l'avrò vista. Non siamo in tempi fortunati per nessuno, veggo che anche voi altre avete avuto delle disgrazie; mi avete detto che la ragazza si chiama Tina.

—Sì.

—Ed è ben disposta, non è vero?

La signora Veronica guardò l'amica.