Poi la cosa si saprebbe e bisognerebbe forse mutare di casa in casa per andare chi sa dove; chi era l'uomo, che finirebbe col prenderla con sè? Questo sogno della mamma poteva bene avverarsi, ma era ancora così oscuro che le dava una nuova paura.

Tuttavia non le veniva nessuna voglia di resistere, anzi una reazione del sangue giovane le fece rialzare la testa; guardò la madre, guardò in aria. La gioia della primavera rideva dappertutto; sull'acqua del fiume la luce sfolgorava come da un cristallo; sulle lance dorate di un lungo cancello nero dinanzi ad un palazzo nuovo si accendevano baleni. Passavano molte carrozze, signore e signori felici, eleganti; vagavano sentori di profumeria, voci di ragazzi schiamazzavano.

—Quanto staremo là?—chiese improvvisamente alla mamma, come se andassero ad una visita ordinaria.

—Non so,—questa rispose stupita della domanda.

Ma Tina sentiva un nuovo bisogno di parlare.

Una signora bellissima, tutta vestita di nero con una piuma rossa sul cappello, alta, pallida, passò loro vicina senza guardare: molta gente si rivolgeva dietro di lei; poi Tina vide un vecchio mendicante tenderle la mano da lungi. Quella signora doveva essere ricchissima: vi era una sicurezza così orgogliosa nella sua figura che la fanciulla ne provò un avvilimento: infatti ella non avrebbe mai saputo, comunque la fortuna potesse aiutarla, passare a quel modo fra la gente. Aveva veduto il suo volto bianco, impassibile, come se la strada dinanzi fosse vuota.

Erano giunte sul ponte alla Carraia: il sole scottava, la mamma allentò il passo per asciugarsi il sudore sotto quel fazzolettone, ma era pallidissima.

Allora Tina pensò che avrebbe fatto meglio ad andare sola, mentre così era una disgrazia, che le colpiva tutte due insieme come avevano sempre vissuto. Però quella necessità di vivere in un modo in un altro non si poteva più discutere. Colpa di chi, se non ve n'era uno migliore? Era forse colpa di Bettina se era stata sempre ammalata? La gente ha un bel dire quando pretende che non si facciano certe cose, quasi che si potesse davvero non farle.

—Andiamo, andiamo,—disse la mamma—come indovinando in lei questi pensieri.

—Sei tu adesso che stai male.