La signora Cesarina le accolse col solito sorriso importante.

Esaminò subito Tina e si compiacque che l'abito le andasse abbastanza bene: anche la serva, che pareva una ragazza nella fisonomia, ne convenne, ma la sua voce era fessa e negli occhi verdastri le brillava una luce fredda.

Poi rientrò nella cucina.

Le tre donne rimasero nel salotto. Tina si aspettava un nuovo discorso; invece la signora Cesarina si mise a parlare con la mamma delle spese sempre più grosse pel mantenimento della casa.

—Vedete la mia; ora ve la mostrerò, non è gran cosa,—ma si sentiva nell'accento delle parole una compiacenza orgogliosa,—e mi costa un occhio. Non tengo che quella serva, la quale fa anche la cucina per bene, se qualche volta capita ad un signore di volere cenare qui. Se vi dicessi la cifra della pigione, rabbrividereste, perchè questa strada non è poi delle prime.

—Però è una bella strada,—si credette in dovere di contraddire la mamma.

—Sì, sì; questo appartamento in via Calzaioli o in via Cerretani costerebbe chi sa quanto. Ma è un fatto che bisogna avere una casa passabile, e così accade anche per i vestiti. Io ho una sarta, brava donna, che lavora per poco:—e i suoi occhi si volsero a Tina:—ve la insegnerò.

La mamma ebbe un sospiro pensando ai propri tempi belli, mentre Tina invece avrebbe voluto domandare il nome del signore, che attendevano; ma non l'osava. La signora Cesarina in quell'ampia veste da camera, color di edera morta e orlata di blonde rossigne, le imponeva un rispetto quasi pauroso: il suo riserbo e la calcolata inutilità di quel discorso aumentavano per lei l'incertezza della attesa.

—Venite, vi mostro l'appartamento.

Da quel salottino bislungo, nel quale non erano che un sofà, un tavolo e altri due tavolini a muro con le specchiere, passarono subito in una camera più bella. Un grande letto vi si allargava sotto un baldacchino, nel cui mezzo uno specchio rettangolare s'inchinava fasciato da una larga striscia di fiori, e altri fiori erano dipinti in alto sulla lastra. Tutti i mobili erano biancastri. Tina camminava adagio sul tappeto grigio, lanoso; ma stupì maggiormente nello scorgere un altro specchio nascosto sotto il cielo del baldacchino.