—È venuto,—sussurrò.

—Chi è?—chiese la mamma.

—Non bisogna farlo aspettare: con le persone come lui non sarebbe bene, quantunque sia molto buono. L'accompagnerò io di là; voi non potreste mostrarvi così vestita. Venite eh!

Tina si scosse, ma i suoi occhi non sapevano staccarsi dalla madre: una fiamma vi bruciava e pareva salirle su per la fronte come da un altare di marmo; non disse parola: era così bella in quel momento che anche la signora Cesarina ne rimase colpita.

La mamma abbassò la testa.

—Andiamo.

La ragazza ubbidì, ma la signora Cesarina le si mise dietro quasi per impedirle di arrestarsi; poi aperse l'uscio e rinchiuse.

La mamma con la faccia sconvolta corse a cercare il buco della serratura senza ricordarsi che dall'altro lato la porta aveva una pesante tenda di iuta.

* * *

Passò del tempo.