Ella non osava sedersi: involontariamente il suo orecchio si tendeva a cogliere un qualche rumore da quella camera, mentre il silenzio intorno diveniva più opprimente e nel fondo dell'anima una nuova paura, come di una disgrazia nuova, la faceva tremare con dei brividi simili a quelli della febbre. Non era stato così la sera innanzi quando quel signore stava con Tina nella cucina. Adesso la sua ripugnanza di donna debole si rivoltava finalmente contro quel mistero, del quale la signora Cesarina sembrava quasi compiacersi: ella non si aspettava a questo. Aveva creduto di poter parlare, difendendo la propria figlia perchè almeno fosse trattata bene, e invece non aveva visto nulla, non sapeva nulla: chi era dunque quel signore? Perchè non voleva farsi vedere? Era un mostro?

Certo doveva essere un signore se poteva gettare così cento lire, ma anche di queste ella ignorava la propria parte. Istintivamente capiva che la signora Cesarina si farebbe pagare ben caro il nolo delle scarpine e dell'abito; poi vorrebbe qualche altra cosa per sè. Quanto?

Vi pensava ancora, quando la signora Cesarina entrò dall'altra porta del salotto silenziosamente, chiamandola con un gesto.

—Sedete, dobbiamo parlare,—disse a bassa voce.

Il suo volto era diventato più freddo.

—D'ora innanzi, lo capite voi, la ragazza non può andare così mal vestita: non parlo di me, ma nessuna altra casa inferiore alla mia l'accoglierebbe. Vi ho già detto che fareste bene a comprarle l'abito della mia serva e quelle scarpine, ma siccome è la prima volta che trattiamo insieme, non voglio che mi prendiate per quella che non sono. Così ho chiesto alla serva che cosa esige per il prestito dell'abito e l'ho trovata di buona vena; si contenta di dieci lire. Quanto alle scarpe, capirete che io non posso rimetterle più, e dovete comprarle: ve le do per dieci lire; vi pare troppo?—s'interruppe imbarazzata dal silenzio e dalla immobilità dell'altra:—Ma perchè non sedete? C'è tempo.

La signora Adelaide sedette, ma i suoi orecchi erano sempre tesi verso l'altra camera.

—Chi è quel signore?

—Oh! un vero signore. Andate: ho procurato a vostra figlia un'ottima relazione, se saprà coltivarla mostrandosi docile. Di questo anzi dovete persuaderla voi, perchè le ragazze non capiscono quasi mai l'importanza di certe cose, e allora tutti i sacrifici tornano inutili.

—Purchè la tratti bene: Tina è una eccellente ragazza.