—È troppo fredda; la gente invece vuole divertirsi.

La verità di questa osservazione le fece passare un fremito nel sangue; tuttavia tentò di resistere.

—Anzi il suo carattere sarebbe allegro, ma in certe condizioni si finisce facilmente coll'avvilirsi. La vedrete se potrà rifiorire. Io non vorrei però che si abbandonasse troppo: ecco perchè vi domando se quel signore…

—Che cosa volete dire?

—Se si innamorasse,—seguitò l'altra con visibile sforzo,—potrebbe mantenerla?

—Oh! come correte,—ribattè la signora Cesarina con un riso secco.

Allora l'altra capì lo sproposito di quelle parole: come mai le erano sfuggite, sapendo che l'interesse della signora Cesarina sarebbe stato appunto nell'impedire a Tina una simile fortuna? Aveva avuto torto un'altra volta, non sapeva parlare. Il contegno di quella donna l'umiliava togliendole persino quanto le era rimasto della sua educazione di altri tempi; nondimeno volle reagire.

—Bene, vedremo.

Le pareva che fosse già trascorso molto tempo. La signora Cesarina si alzò.

—Aspetto altre persone: se verranno, vi farò passare nella cucina.