—Che cosa vuole?—chiese umilmente.

—È proprio la prima volta?—egli ridimandò colla stessa intonazione sardonica.

—Ella non lo crede: ho capito. Andavo innanzi io perchè potremmo incontrare qualcuno che mi conosca. Veda: nella nostra casa sono tutte persone per bene; bisognerebbe che nessuno si accorgesse della sua visita, anche per la povera Tina.

—Si chiama Tina?

—Sì: mi permetta di andare innanzi, mi fermerò in faccia all'uscio, lo lascerò aperto ed ella salirà. Solamente la prego di non fare rumore, siamo povera gente.

La strada era anche più deserta, non incontrarono che un gruppo di operai uscenti da una bettola: qualcuno di essi parve sospettare di quei due, che si pedinavano alla distanza appena di dieci passi, e allora egli si rattenne per riaccendere il sigaro. Le ultime spiegazioni della donna, quantunque così oscure, lo avevano mutato. La sua giovinezza non ancora abbastanza corrotta si ricordò confusamente di drammi visti o letti, nei quali una vera miseria travolgeva alla catastrofe altre donne ed altri uomini senza che ne avessero colpa; ed era un mistero antico, un modo continuo della vita, al quale si assiste sempre nella stessa impossibilità di esercitarvi una qualunque influenza. Ma se ne resta scontenti, anche quando si evitano i contraccolpi del danno; talora invece se ne profitta, e dapprima se ne ride, poi non molto tardi si finisce col provarne un vago rimorso.

Però questo non era in lui che un ondeggiamento oscuro, mentre sotto il pastrano il caldo gli cresceva con quel passo più sollecito e nel sangue giovane gli correvano nuovi fremiti. Fumava gittando in alto le boccate del fumo.

Svoltarono per un vicolo stretto e tortuoso: poco dopo ella si fermò ad una casetta.

—Vada piano, mi raccomando, non accenda fiammiferi,—gli disse dietro l'uscio appena fu entrato.

Le scale erano anguste e brevi: egli ne contò sei rami, poi all'ultimo pianerottolo la donna sospinse una porta, rinchiuse, ed accese un zolfanello. La stanzetta apparve nuda. Era la cucina, a giudicare dal camino largo e basso, ma non vi rimaneva che un tavolo nel mezzo, un canapè sgangherato in una parete, e un altro mobile indefinibile, una specie di canterano, dentro al quale stavano forse le ultime stoviglie.