Una signora le passò rapidamente davanti, lasciando nell'aria una striscia di profumo: si vedeva al passo che aveva fretta.
Allora Tina pensò che per tornare a casa le abbisognerebbe più di un'ora. Come accade spesso, la crisi stava per risolversi in un ultimo esaurimento, dal quale come in una visione di sogno le risaliva dinanzi l'orribile scena di quella camera muta e sontuosa. Ella ne aveva subito sentito il silenzio equivoco fra tutto quel candore perlaceo dei mobili e quello specchio sotto il baldacchino del letto, simile ad una finestra, che si aprisse nella sua ombra discreta sopra un chiarore di lago lontano.
Per fortuna scorse una chiesetta fra due vecchie case: entrò.
La chiesa era vuota, silenziosa. Alcune file di panche arrivavano sino quasi all'altar maggiore, ma la fanciulla non vi si mise frammezzo, perchè la chiesa le pareva ancora grande. Nella sua luce troppo bianca il silenzio era così profondo che ne aveva ricevuto subito come una sensazione di rifugio. Poi v'intese muovere qualche cosa. Infatti scoprì due vecchie dietro un pilastro a chiacchierare.
Un sagrestano in sottana azzurra a bottoni rossi sbucò di fianco all'altar maggiore con un oggetto in mano, che ella non distinse, e si fermò a guardarla.
Allora ebbe daccapo paura. Istintivamente si diresse a sinistra sotto una navata piccola e bassa, piena di ombra nel fondo, e cadde sopra una larga sedia di paglia, che aveva dinanzi l'inginocchiatoio.
Trepidando aveva udito echeggiare i propri passi, ma chiuse tosto gli occhi davanti alla cappella sprofondata nel muro come una grotta, nella quale ardevano due o tre lampade.
Era rimasta così con la testa appoggiata al muro, le mani strette sul grembo in atto dolente.
Un torpore di sonno la tenne lungamente immobile. E adagio la sua testa pallida si piegò sulla spalla destra, cogli occhi chiusi, la bocca troppo aperta nello sforzo di respirare, mentre un sudore le bagnava tutto il volto bianco in un freddo di agonia. Le mani le tremavano. Poco dopo le due vecchie si alzarono per uscire, seguitando a chiacchierare sotto voce, ma ella non intese il murmure delle loro parole, che nel silenzio della chiesa sembrava quello di un'ala ostinata ai vetri di una finestra: la porta cigolò e ricadde sopra un tonfo cupo.
Passò così del tempo senza che potesse addormentarsi davvero. La sua ultima sensazione era stata quel lumicino verdastro davanti all'immagine della Madonna Addolorata, biancheggiante sull'altare, con un mazzo di spade lucenti nel cuore.