L'arte non è così.
Come la filosofia e la religione, essa comprende tutto l'uomo, ma il suo capolavoro erompe da un mistero d'ispirazione spontanea, di critica inconsapevole, di morale profonda. Bisogna quindi restare fra la folla puro, come Leopardi nella solitudine; essere meglio di lui novatore, continuando la tradizione, uscire dalla scuola ad ascoltare le risposte della vita nelle affermazioni più eccelse e nelle negazioni più basse per ridirne il segreto. Egli invece la contemplò sempre come un malato dalla finestra di un ospedale, o come un erudito che vi si riaffacciasse tratto tratto dalla lontananza dei secoli; visse nel dolore e morì senza gloria nella casa di un amico, che gli fece poi pagare con ignobili rivelazioni la vanitosa ospitalità: ma nessun poeta, pure assorbendo dalla vita tutti gli elisiri e tutti i veleni, diventerà di lui maggiore, se nella coscienza non gli si rinnovi lo stesso culto di un'arte superiore all'artista ed al pubblico.
EPILOGO
Ecco l'ultima lettera.
Potrete mai leggerla? Se questo libro vi cadrà sotto gli occhi, indovinerete dalle sue pagine perchè l'autore pensava spesso a voi nel freddo silenzio della solitudine?
Eppure non vi raccontai cosa alcuna della mia vita, nemmeno nelle ore più tristi, quando le confidenze salgono dall'anima come un singhiozzo o prorompono come una spaurita invocazione del dolore, che torna a credere forse perchè non può più sperare. Anche adesso voi per me siete bionda, alta, sottile, colla bocca breve e i grandi occhi pensosi: le vostre mani lunghe e fini rivelano tutta la nervosa delicatezza della vostra natura, avete la fronte diritta, le spalle larghe, il seno piccolo, indeciso sotto i contorni dell'abito molle. Una pallida superbia dà al vostro viso quella regalità, davanti alla quale le anime s'inchinano come dinanzi alla bellezza prima ancora che il desiderio si accenda o la invereconda curiosità del pensiero la tenti; siete giovane, perchè oltre la giovinezza non vi è più donna, ma tutti i fiori della vita si apersero già nei vostri meriggi, e nelle notti qualche rugiada li bagnò forse di pianto.
Non so altro di voi, nè conoscendovi chiederei di più.
Potrei forse amarvi?
Talvolta mi sono posto questo problema nella sincerità di una solitaria emozione, senza che dal fondo del mio cuore si destasse una voce di risposta. Per amare è sempre necessario credere? Gli animali amando chiedono forse alla natura la sua suprema verità? Fra noi stessi quanti davvero hanno bisogno nell'amore di un'affermazione spirituale?
Pochi e non sempre.