— Un San Pietro.
— Perchè San Pietro? —
Tutti risero senza rispondere.
— Questo lo taglieremo nel brodetto, sentirà che cosa buona, perchè nessuno sa cuocere il pesce come noi. —
Infatti fu vero.
Non avevamo che un piatto e un gotto in undici. Sulla piccola cassa del focolare entro una pentola nera bolliva il brodetto, in lunghe stecche appoggiato alla pentola si arrostiva alla stessa fiamma l'altro pesce: bastarono due soldi di olio, due spicchi di aglio e pochi grani di pepe a condire tutto. Mangiavamo sdraiati ciarlando come vecchi amici, che si amano da anni nel travaglio e nella libertà del mare: il mio giovane amico non era più un milionario, io non avevo mai scritto libri; non una parola italiana, non una vanità o un rispetto signorile guastarono quella intimità. Naturalmente l'oste del porto dovè mandare dei fiaschi, ma le posate, i tovaglioli e i bicchieri furono ricusati.
Martino, il solo vecchio fra i pescatori, aveva fatto due volte il giro del mondo: sembrava il più povero, eppure tatti lo trattavano come un ammiraglio.
A un'ora dopo mezzo giorno giù nella stiva la nebbia del vino si era fatta così densa che qualcuno cominciava a confondere le fisonomie. Tonio, il tenore della notte, colle mani dietro la testa e la testa sul fianco della nave, canticchiava fra i denti «Vattene, amor che torna è amor che se ne va», mentre il gigantesco Beppe rideva silenziosamente, stringendo un fiasco di Chianti fra le cosce, e tutti gli altri parlavano insieme di canzoni e di donne. Martino si levò di bocca la bottiglia del cognac per offrirmela, ma chinandosi mormorò confidenzialmente:
— Le donne, io lo so bene, quando ero di guardia nella stiva, ne venivano sempre tre o quattro intorno al mio letto. Accade sempre così, passando la linea; allora le donne diventano come pecore, vengono a strofinarvi colla testa i calzoni. E il mare, è il mare che le rende così.
— Il mare?