Anche quella Pineta indarno cantata da Dante e da Byron doveva essere sembrata ben meschina ai suoi occhi memori delle immense foreste americane, impenetrabili al sole come l'oceano. Ed era morta come una zingara estenuata dalla miseria e dal viaggio, cercando gli occhi del suo uomo, con un bambino forse già morto nel ventre dolorosamente teso.

La tragedia diventando sublime era rimasta naturalmente inintelligibile a quella gente troppo sopraffatta dall'egoismo nel pericolo, ma Garibaldi ed Anita avevano anch'essi vacillato nella fede? L'infinita amarezza della disillusione era rifluita al loro cuore in quella improvvisa degradazione dell'eroe, che non sente più la fatalità della propria missione e si sveglia dinanzi alla morte come un uomo ordinario, mentre la storia prosegue dimenticando l'opera della illusione e dell'illuso? Davanti al cadavere di Anita quale altra morte vide egli?

Si ricordò nemmeno dei figli lasciati a Nizza colla vecchia madre?

Come Gesù nell'orto di Getsemani, forse gridò, pianse, poi si levò solo.

L'Italia aveva finalmente il proprio cavaliere fatato, ma intorno a lui nessuna donna sarebbe più la sua donna, e i suoi figli non sarebbero i figli della sua anima; tutte le sue vittorie apparterrebbero ad altri, un re lo fucilerebbe dopo aver accettato da lui un trono, una repubblica gli rinfaccerebbe il vecchio mantello, ricevendo dalle sue mani nell'ora della più tremenda fra tutte le disfatte la sola bandiera presa al nemico: non avrebbe patria, perchè quella da lui liberata venderebbe la sua città allo straniero, e morrebbe sopra uno scoglio vigilato da una ingratitudine più profonda del mare, preparandosi indarno colle vecchie mani il rogo per sottrarre il proprio cadavere alla ipocrisia di una postuma venerazione.

— Tu pensi a Garibaldi — disse il mio giovane amico, stringendomi la mano, mentre il battello scorreva silenzioso fra le cannucce del canale.

— Eh! deve averla passata bella — si volse il batteliere — quando da questa finestra vide una pattuglia di tedeschi portare via Luraghi; — e col remo accennò la strada bianca, che orlava la Pineta.

— Credi che Garibaldi avesse paura? — l'altro rispose.

— Chi lo sa? si muore una volta sola, però quella non sarebbe stata una morte da pari suo. —

Guardavo di fianco il suo viso scarno dal lungo naso e la bocca pallida, aperta nello sforzo della respirazione: la sua fisonomia era sparuta.