Per lei non vi erano spiriti: la morale esprimeva anch'essa la lotta per la vita, nella quale il bene ed il male sorgevano come una illusione dell'egoismo: il pensiero non era nel mondo ma nell'uomo come un'eco moltiplicata delle sue sensazioni, e moriva nell'uomo, che nondimeno pretendeva di capire il mondo, quasi il pensiero potesse capire qualche cosa fuori del pensiero.

A che rifarvi, signora, tutte le critiche del libro e la sua critica?

Il dibattito fra scienza e religione, fra il pensiero che afferma e il pensiero che nega, è troppo antico perchè possa mai comporsi; nacque con noi, e la morte dell'ultimo uomo non lo chiuderà. Ognuno vi ascende per una, scala, donde sa di precipitare prima che il suo occhio mortale abbia riconosciuto le prode dei fuggenti orizzonti; eppure coloro che affermano e coloro che negano, gettano tratto tratto il medesimo grido di scoperta.

Questi come i marinai di Colombo, ad ogni volo di uccello, gridano: — Terra! —

Quelli coll'occhio intento nel cielo, ad ogni lampo che lo squarcia, mormorano: — Dio! —

Ma tutti gli altri esausti dal dubbio, sentendo ad ogni grido farsi più profondo il silenzio fra cielo e terra, soccombono alla sconsolata inutilità di qualunque affermazione, mentre gli echi della terra non potrebbero mai essere una risposta, e il vuoto diafano del cielo non consente speranza di altri echi.

Solamente per costoro, senza accorgersene, l'altero critico francese ha proclamato la bancarotta della scienza.

Il suo libro è involontariamente una riscossa della libertà contro i nuovi dogmi positivi, più grevi degli antichi dogmi religiosi: i suoi argomenti non provano la verità di alcuna fede, ma il diritto di averne una, dacchè la scienza anch'essa è senza certezza, e l'edifizio alzato dalla sua logica sulle più costanti apparenze non può diventare un ricovero per l'anima umana. Egli vorrebbe indarno dal fallimento di tutta la scienza moderna trarre una nuova ideale ricchezza per il cristianesimo, dimenticando l'impossibilità di giustificare tale preferenza contro le accuse del cuore, che vorrebbe una sola religione, e le critiche della mente contro tutte le altre.

La scienza, così ridicola nella pretesa di rispondere ai quesiti della religione, diventa invincibile assalendo le sue risposte: al pari dell'amore, la fede deriva dal mistero, e nel tentativo di spiegarlo deve subire la confutazione di tutte le proprie prove: ecco perchè il cristianesimo dichiarò con profonda sapienza che la fede è una grazia come l'amore. Quella si compiace nell'assurdo, questo nel difetto: la fede si raffina nella contraddizione, l'amore cresce dai disinganni: la bellezza perfetta, la certezza assoluta, stancano ugualmente fede ed amore.

— Mi cercheresti tu se non mi avessi già trovato? — mormora Dio all'orecchio di Pascal.