— Prendilo, prendilo!

— Provi lei, — mi disse il dottore.

— Ma se è inutile! — risposi con un gesto.

— Lo so, tuttavia.....

— Checco! — chiamai, mettendogli una mano sulla spalla.

Egli mi riconobbe alla voce e si voltò. Il suo volto triste e grinzoso era senza dolore, ma ne' suoi occhi mi parve già di vedere un'altra luce.

— Lasciatemi stare, — mormorò con una strana dolcezza nella voce, facendo uno sforzo visibile per rimettersi seduto sulla cassa; ma dovette portare vivamente la mano sinistra sul ventre, come per frenarvi la contorsione di uno spasimo.

Intanto nella cucina la folla seguitava a crescere, si udiva il suo scalpiccio e le voci si alzavano tratto tratto per ricadere improvvisamente in un silenzio pieno di soffi. Due o tre teste spuntarono curiose dallo spigolo dell'uscio.

Senza parlare gli misi il bicchiere sulla bocca, egli la spalancò come un bambino e si lasciò ingollare tutta quella miscela, tenendo gli occhi chiusi: poi con un cencio di fazzoletto cercò di pulirsi i baffi, mentre la vecchia gli asciugava col grembiule le bolle di schiuma cadute sui calzoni.

— Prendine un altro bicchiere, — insistè il medico.