La pioggia ricominciava a battere sulla finestra a piccole percosse come di dita, che la tentassero, mentre il suo rombo discendeva col vento pel camino: vidi la piccina raggricchiarsi sullo sgabello, chiudendo con ambe le mani gli orecchi.

Finalmente avevano finito; anche il cancelliere si era alzato, tutti si volsero per avvicinarsi al letto.

— Sapete firmare?

— No.

— Come! non sapete firmare voi?

— Non sa firmare, — risposi io seccamente.

— Faremo la croce. —

Era l'ultima parola.

Ma non partirono subito. Dovetti accostarmi; il pretore mi domandò qualche altra notizia sul caso e sull'individuo; il brigadiere affermò che era un buon diavolo, il quale si ubbriacava appena ne aveva i soldi, e che la miseria doveva essere stata la causa del suicidio; il dottore tornò ancora a spiegare il rimedio della magnesia usta e le probabilità della morte, alla quale l'alcoolismo non era estraneo.

— Non si muore per bere, — affermò il cancelliere.