Avevo sempre quella lettera nel pugno.
La lettera era crudele, villana: un altro avrebbe potuto non tenerne conto, io ne fui colpito a morte. Corsi sul luogo: la strada era lunga e deserta, il sole l'incendiava. Non vidi nulla dapprincipio, le finestre erano socchiuse, le porte silenziose: dal selciato e dai muri mi venivano delle fiamme sul volto. Quella casa aveva al primo piano una sola finestra aperta; mi dissi: — Sono là! — E mi spinsi quasi a corsa, perchè avevo già veduta la porta aperta, quando ella mi apparve vestita di bianco, colla piuma bianca sul grande cappellino di paglia. Sentii freddo.
Ella si arrestò sugli scalini, guardando dal lato opposto al mio.
Ebbi un'idea: egli se n'è andato prima, per di là.
Non mi chiesi nemmeno chi potesse essere: ella non mi aveva ancora visto, ma i miei occhi ardevano più del sole. Avevo già notato tutto sul suo volto, il languore, un sorriso, che le era rimasto sulle labbra. Ella discese i due scalini, io mi avventai.
Vedendomi la lettera nella mano, diventò pallidissima.
Prima di parlare era già tutto finito: ma ella tremò per la prima, rivolgendosi a guardare per dove egli si era allontanato.
— Siete sola? — chiesi a denti stretti.
— Sì.
— Siete stata in questa casa?