— Sì.
— Con lui?
— Sì. —
Chi era lui? Io non lo sapevo, la lettera non lo nominava.
Ella si avviò senz'altro.
Le andavo dietro incantato nel suo vestito, dentro al suo profumo, che mi avviluppava tutto come una ingiuria: avevo la coscienza di non essere più io. Ella camminava come se non la seguissi; sentivo il suo disprezzo di donna, che non vi vuole, quella superiorità micidiale di chi si vendica finalmente di aver dovuto lasciarsi amare.
Un fiacre sbucò da un vicolo.
— Ferma! — gridai.
Nel fiacre mi parve che fra noi la distanza crescesse. Ella si era atteggiata al solito, elegantemente, guardando come se fosse sola; io traballavo dentro, capendo che avrei fatto inesorabilmente, irresistibilmente, qualche cosa. Ero solo: quella donna doveva uscire dalla mia vita, perchè nessuno estraneo può restare dentro la vita di un altro. Chi era ella? mi feci questa domanda: perchè era con me? Ancora?
Appena in casa ella andò dritta nel salotto a spalancare la finestra: vi si sporse un momento, e tornò a mostrarsi fra le tende, così bianca, col volto marmoreo.