Sentii la morte passare fra noi.

Avevo bisogno di urlare. Notai che un riccio le cadeva disfatto sull'orecchio sinistro; poi mi accorsi che mi era cacciato la mano nella tasca destra dei calzoni stringendo il piccolo revolver.

— Chi è? — gridai finalmente.

Ella seguitava a guardarmi.

— Chi è? Rispondete o vi uccido. —

Ero costretto a farlo.

Un sorriso enigmatico le passò sulle labbra pallide: le avevo spianato la rivoltella al petto, ma quel sorriso mi fece male: indietreggiai tremando più di lei; il suo sguardo mi sferzò con un lampo, e allora gridai dallo spasimo:

— Chi è? —

Tirai il grilletto.

Era caduta colla testa dietro la tenda: ebbi la sensazione di un abisso che mi sprofondasse ai piedi: poi feci due passi per scostare la tenda, quando un urlo terribile mi percosse, e Livia e la serva mi spinsero da parte.