— E allora? — incalzò, levando la mano come per volerlo percuotere, ma con celia così evidente, che anche Giorgio se ne accorse.
Giorgio abbassò gli occhi, e stringendosi dentro gli abiti colla moina adorabilmente imbarazzata dei fanciulli, che desiderano e tremano contemporaneamente, non rispose.
— Va pur là, devi essere un buon capo.
Un odore di soffritto, che veniva dall'uscio socchiuso della cucina con uno scoppiettio grillettato, attrasse involontariamente l'attenzione del fanciullo.
— Sei dunque venuto a pranzo? — disse ironicamente il vecchio Gaspare, cogliendo a volo quel movimento, e voltandosi egli pure verso la cucina, dove stava forse per bruciarglisi qualche intingolo.
— No, no — rispose vivamente il fanciullo col rossore della vergogna, e girando gli occhi verso il violoncello nell'ombra del cantone:
— Volevo sentir suonare; — eppoi subito dopo congiungendo le mani ad una preghiera di grazia inimitabile:
— Vada là, suoni, suoni.
E gli tese le mani.
Il vecchio vacillò.