Giorgio ebbe una vampa di rossore, e si coprì di tale confusione, che l'Anna comprese la sua verginità, ed ebbe un brusco movimento.
— Allora bisogna che tu sia ben vestito; con questi stracci non ci puoi andare al concerto. Domani mattina dirai al padrone che ti prenda la misura di tutto un abito nero: il nero ti farà parere un signore; perchè vedi, me ne intendo io, ho fatto la sarta. Colla tua pelle bianca e i capelli biondi... Saprai poi salutare, quando vieni fuori, a tutta la gente, che ti guarda negli occhi...? Figurati che la sala sarà piena, ci saranno delle signore e delle ragazze, che ti batteranno le mani.
— Suonerò bene, non aver paura.
— E quando tornerai in questa miseria, ti parrà di soffocare e penserai che tutte quelle belle signore, che ti guardavano, saranno nei loro appartamenti parlando forse di te. Sono sicura che incontrerai, ma poi ti sembrerà di star peggio, qui, solo con me.
— Tornerò a suonare — rispose Giorgio coll'ingenuità dell'egoismo: — darò degli altri concerti.
— Anderai a girare il mondo?
— Sì, sì.
— Allora guadagnerai dei quattrini; i signori ti faranno dei complimenti, e ti inviteranno a pranzo per sentirti suonare dopo.
— Non ci andrò — ripetè con un impeto d'orgoglio.
— Perchè?