— Ma non ne parliamo più; a te non è piaciuta, ecco tutto.

— Ti do fastidio?

— Ma no: hai ragione, se la vuoi.

— Se la voglio? tientela la tua ragione; per chi mi pigli? Credi che sia perchè non mi ha voluto nel camerino? Non ci penso nemmeno. La sua cameriera l'ho vista: dicono che è una sarta di Parigi, ma l'ultimo abito dell'ultimo atto non era nemmeno stirato. Fin lì ci arriviamo anche noi, a Bologna, non ci è bisogno d'andare a Parigi per questo. Cosa credono questi forestieri? Poi lei è italiana, e dovrebbe avere più riguardi: invece li ha tutti per Niccolini. È lei, che gli tinge i capelli per ingannare il pubblico; lo vorrà forse vendere. Già quello che si compra si può anche vendere.

Bartolomeo non ne poteva più.

— Ci mettiamo a letto? — borbottò dopo un momento, andando verso il lume sulla tavola.

Ma ella lo fermò con una occhiata. Bartolomeo non l'aveva mai vista così.

— Hai sonno! — quindi si gonfiò ancora, ghermì il lume e con un gesto, che la Patti stessa le avrebbe invidiato, gli si avanzò fin sotto al naso, e gli soffiò in faccia:

— Buona notte! — quindi voltandogli le spalle, invece di andare nella camera, aprì l'uscio della propria stanza, e lo rinchiuse a chiavistello.

Bartolomeo rimase al buio. Non capiva bene. Il furore dell'Adelaide doveva dipendere da altro che l'avere egli fatto troppo tardi quella sera: forse ella non aveva potuto perdonare alla Patti lo sfregio di averla ricusata, e la ovazione del teatro l'aveva esasperata. Egli no invece, amava il merito ed applaudiva volentieri. Ma quella congiura in tutti di dirgli che era innamorato della Patti, cominciava ad impensierirlo seriamente. Se n'erano dunque accorti? Aveva commesso qualche imprudenza, o tra le sue parole, che pure gli sembravano castigate, glien'era sfuggita qualcuna, la quale potesse comprometterlo?