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Don Ambrogino non è curioso, ma ieri è rimasto parecchio tempo a strologare che cosa faceva la sposina al suo tavolo da lavoro: che cosa cuce, che cosa agucchia? «Oh, che stupido — disse poi: — ma quello è il corredo per un bambino!»
E il giorno seguente la rivide di sfuggita, con uno scialletto di lana in testa: rincasava in fretta dopo aver fatto le provviste col suo cestello: la osservò meglio: — Issa tiene ò piccirillo! — disse don Ambrogino.
Doveva essere negli ultimi mesi, perchè da allora in poi non la vide uscire che assai di rado.
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Hanno comperato una stufa. Era tempo. Il caldo dei baci va bene per loro due, ma il bambino che deve nascere non la penserà così! Ma che stufa hanno preso mai! di quelle miserabili stufe di lamiera, che ogni quarto d'ora bisogna buttarci un pezzo di carbone. «Dovevano comperare una stufa come la mia, vera, ti?», e si rivolgeva alla sua stufa, la quale aveva costituito per lui una questione molto seria. Le avea passate tutte in rassegna: a carbone, a legna, a gas; uno studio fatto sui cataloghi, controllato da debite informazioni; e finalmente avea dato la preferenza ad una stufa tedesca con regolatore, in forma di una casetta con bei metalli nichelati, con le lastrine di mica che fanno vedere il bel fuoco, che veglia di dentro. Chi lo avea deciso a tale acquisto era stato il signor..., un signore che terminava in mann, che parlava mezzo tedesco e mezzo milanese; e gli avea detto: «Volete, signor, l'ultima espressione del progresso, una razional stufa? una stufa hors ligne e da spend poc danee? Comprate mia stufa.»
Era costata cara, ma come ne era contento! Non si spegneva mai: andava piano pianino, andava forte, più forte; aveva giudizio come una persona. La completa fiducia nella sua stufa tedesca gli era nata al ritorno da una gitarella a Menaggio, sul lago di Como, dove avea alcuni parenti; ed era stato a visitare anche Brunate, dove è proprio vero quello che dice il bollettino in Galleria, che lassù c'è sempre il sole. E si vede tutta la Svizzera, tutto il lago di Como; e chi vuole spendere cento lire, trova da buttarle via e bene, e chi non vuol spendere niente, non spende niente come aveva fatto lui, e non trova nemmeno un mendicante che lo fermi con un: Signurì, Eccellenza, facite a carità! come nell'Italia sudicia. Egli, anzi, si era riempito gratis le tasche delle castagne di cui sono cosparsi que' sentieruoli de' boschi, ed era tornato a Milano. Bene: la sua stufa tedesca ardeva, e lo attendeva tranquillamente col suo mite calore! Brava gente quei signori in mann!
Era la stufa come una cosa viva nel suo appartamento solingo, e ne parlava con frequenza e compiacimento e diceva: «La mia stufa» come avrebbe detto: «La mia signora!»
Ora quella gente lì avrebbe dovuto comperare una stufa simile alla sua, se avessero avuto giudizio. «Povera donna, soffia, soffia adesso per accenderla, altro che cantare: A mezzanotte 'n coppa a 'u mare».