E tutta la carità che faceva Milano? Il pane gratis ai poveri, la refezione gratis nelle scuole, i dormitori, l'infanzia abbandonata, le fanciulle perdute che vengono ritrovate. E il baliatico?
— Quella stupida lì, invece di star a farsi succhiare il petto dal suo marmocchio, si poteva rivolgere al baliatico!
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Fra le molte felicità di Ambrogino vi fu però una scoperta minga bella.
Non era soltanto il risotto e il barbèra, deteriorati da quel che erano una volta; ma un'altra cosa di cui a bella prima non si voleva persuadere, cioè che i milanesi veri come lui, dal cuore largo e dal parlare franco, non erano più che in pochi, a Milano. E invece dei veri milanesi, troppi tedeschi! E poi parevano loro i padroni di Milano! E che modi! Se lui fosse andato a Berlino, si sarebbe presentato col cappello in mano, avrebbe chiesto licenza come si fa quando si entra in casa degli altri: invece loro...! Un giorno alla birreria ne aveva vicini due: due pezzi di marcantoni che mangiavano gli spaghetti, e ci mescolavano, ridendo, la parola, Italia. Lui non capiva perchè parlavano tedesco, ma gli parve che per coloro Italia e maccaroni fossero due cose che si mangiano. Se avesse saputo il tedesco, avrebbe preso la difesa dei maccheroni, che valgono quanto il risotto e la busecca.
Aveva poi mutato posto per non compromettersi e aveva chiesto al cameriere un giornale: il cameriere, nemmeno a farlo a posta, gli aveva buttato lì cinque o sei giornali tedeschi insteccati, di cui non si capiva nemmeno il titolo.
— Anca ti te diventet todesch? — aveva chiesto al cameriere, il quale di rimando:
— Was wollen Sie?
— Copet! — aveva esclamato Ambrogino, e se ne era andato.