Ella parve contenta di questa informazione e disse che ciò si capiva un pochino anche dalla parlata, e aggiunse che ella era senese e suo marito di Nocera de' Pagani.
Eh, eh! li conosceva bene tutti quei luoghi dell'Italia bassa, Ambrogino. A Nocera c'era stato, anche.
— Già, noi ci siamo conosciuti e sposati laggiù, — disse ella. — Conosce allora il tale, la tal'altra, quella che ha sposato, ecc.? quello che ha fatto, ecc.?
— Altrochè! — Altrochè se Ambrogino li conosceva! che cos'è che non conosceva lui?
— Eh, Milano, — sospirò la giovane, — è una grande città, gran commercio; vi sono i fratelli Bocconi che li conoscono anche dalle nostre parti: ma son gente superbiosa i milanesi!
Ambrogino protestò: — Che la disa minga inscì! I milanesi veri, i veri ambrosiani hanno un cuore grand'inscì.
— Sarà come lei dice, ma noi si stava meglio laggiù, nel paese del mi' marito; benchè io, come gli ho detto, sia senese. Ma tant'è: mi ero abituata! E poi lo sa bene: «Ad ogni uccello su' nido è bello!»
— Già, come dicono anche a Milano: Milan e poeu pu!
E Ambrogino aveva toccato con la sua grossa mano la guancia del bimbo, così con trepidanza, come si tocca una cosa delicata che non si conosce; e aveva detto: — Il figlio, però, l'è milanese.