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E così fecero conoscenza e si vedevano sovente ed ella gli raccontava dell'esser suo.
— Quella, — essa diceva, — era stata un'annataccia; ma poteva andar peggio, e c'era da ringraziare la Provvidenza perchè il cittino stava bene e non aveva avuto nè il lattime nè la rachitide: un vero miracolo se si pensa che si ha da vivere in quelle du' stanzine basse basse e senza mai sole. Guardi che bei dentini gli ha messo: questo si può proprio dire che glieli ho fatto io col mi' sangue. — Ma ora del latte non ne avea più tanto, e il medico avea consigliato il latte della latteria dei Giardini.
— Pensi, signor mio, che cosa mi costa questo latte! Da porta Ticinese venir sin qui col bimbo in braccio, io non ci reggo: dunque dieci centesimi del tranvai a venire, e dieci a tornare: un po' il bimbo ne beve, un po' bisogna portarne a casa e sa, è vero? che cosa costa qui il latte al litro, che non è mai un litro, dieci soldi! Anche dal macellaio, dal pizzicagnolo, dal droghiere....
— Sì, dal fondeghee — corresse Ambrogino.
— .... non danno mai la misura giusta: mettono certi pezzettacci di carta fatti a posta con la polvere di marmo che su di un etto se ne vanno venti grammi a dir pochino: e poi dànno certe spinte alla bilancia che la va giù anche a non volere. Io un giorno ho fatto le mi' rimostranze, e si dovevano mostrar confusi: che! Hanno risposto, e con che tono! e m'hanno chiesto se la su' pigione e le su' tasse le pagavo io. Creda che son molto superbiosi i milanesi. E poi, eh dico, signor mio, non hanno mica una gran creanza! Che almeno avessero quella! Tu vai in una bottega e ti senti chiamare dal merciaio: ehi lee, popòla, bella tosa! ma son modi codesti? I primi tempi me ne feci caso: oh, per chi mi han presa, per una poco di bono? ma poi non ci badai più: ho inteso che anche alle signore dicono così a volte.
— Vèdela — spiegò Ambrogino che si divertiva a sentire quella parlata — è un modo di dire: anche a me me disen bel tos.
— Ma sono anche — ribattè lei — tanto sfacciati: anno, quando venni qui, che ero un po' belloccia, sentivo de' ragazzacci buttarmi de' complimenti che non si dicono nemmeno a quelle che fanno quel mestiere.
— Che li compatisca, — disse Ambrogino in modo che ella ne rise — fan mica a posta. Siamo sensibili, noi milanesi, alla bellezza!
Ella proseguì: