— Ora la faccia il su' conto: per il latte sono quattordici soldi che vanno ogni volta, a dir poco, e io non ho più tempo di badare alle mi' faccenduole e il mi' marito mi sgrida perchè non trova la colazione pronta. Ma come s'ha a fare che le braccia son due e questi piccini non intendono ragioni? Ho provato il latte del lattaio, ma gli è tutt'acqua. Anch'io, veda, dovrei venir qui a bere il latte, perchè sono diventata anemica; ma se bevo io, non beve il bimbo, le pare? I piccoli impiegati, come noi, non possono ricorrere alla carità come fanno gli operai, e aggiunga questo: che per noi vi sono troppe esigenze. La vuol sapere che io mi vergogno a uscir di casa così mal vestita? Io ero venuta a Milano con qualche soldo di mio e ora ce n'è rimasti pochini.
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E così parlavano sotto una bella ombra: e don Ambrogino le diceva che lei avrebbe dovuto fare come fanno tante spose a Milano, che i figliuoli li dànno a balia, e loro poi vanno commesse di negozio e si cavano la giornata meglio di un uomo.
— Ah, lo so bene, — rispose la giovane, — che qui fanno così, e il mi' marito voleva che lo mandassi a balia, il mi' citto. Ma veda: io al mi' marito gli ubbidisco in tutto, che se mi dice: sta costì e non ti muovere, e io non mi muovo: ma in questo di dare il mi' figliuolo a balia, no, no, e poi no! L'ho fatto io? Lo voglio allevare io. Saran pregiudizi, ma il sentimento mi dice così: o che si fanno i figliuoli per il piacere di farli? E poi di quelli che vanno a balia ne muore la metà.
«Buona tosa, ma un po' cialla, — che gli è come dire un po' citrulla, pensava don Ambrogino: — Si muore a balia? Ma son morto io che sono stato dato a balia?»
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Ma, ohimè, Ambrogino ne dovea sentire venir fuori delle altre da quelle pallide labbra di mamma giovane, e con le parole vennero fuori anche certe lagrime amare.
La pace non c'è ora più in famiglia: suo marito che prima era tanto buono, tanto di casa, adesso non lo si riconosce più: non la guarda più e la trascura.
— Guardi le mi' mani come son diventate rosse a forza di lavare, — dicea. — Bisognerebbe far quello che fa l'inquilina del primo piano! Tutto il giorno la si gingilla in vestaglia, una più bella dell'altra, e quando esce, bisogna veder che roba! Quella lì il mi' marito la guarda, e i fornitori le fanno credito e la chiamano sciora, e non è invece che una svergognata, che una donnaccia di quelle.... Son sola il giorno perchè lui è all'ufficio: son sola la notte, perchè quando ha mangiato quel boccone, scappa, e chi lo vede più? La mia compagnia è questo povero citto. Lui, poverino, non intende nulla, gli ha nove mesi ormai, si figuri! ma io ragiono con lui come se fosse grande, e certe volte mi fa certi sorrisi aperti che pare intenda tutto. E mi dica, con chi dovrei parlare tutto il giorno e tutta la sera quant'è lunga?
— Che la guarda che el fiolin ride! — disse con istupore Ambrogino.