— Ma se le dico che par che intenda tutto! O veda que' du' dentini che gli ha messo! veda come son bellini, bianchi! La mi' pena era che non gli nascessero denti, chè è segno di rachitide; e invece se lei gli mette il dito in bocca, sente come le gengive sono accalorate.
Ambrogino si sfogava in elogi e lei rispondeva crollando le spalle, e aveva certi «che, che!» e un certo modo di dire così grazioso che non c'è neanche in milanese: diceva: «canini, gattini e bambini di contadini son carini quando son piccini. Dopo poi!».... — e qui un gran segno. — Io, veda, vorrei che restasse così piccino.
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30 maggio. Chi vuol vedere che città sia Milano, deve venir qui di maggio quando ci sono a San Siro le corse, quelle che fanno i signori. Chi non va a San Siro, sta ad aspettare il ritorno dalle corse. Tutta via Dante, tutto il largo Cairoli è zeppo di gente, e tutta ben vestita, perchè a Milano, se qualcuno ha della miseria, se la tiene in casa e non la mette in mostra. I soldati a cavallo, i carabinieri in gran tenuta, col piumaccio rosso, regolano la folla e fanno proprio un gran bel vedere. Adesso che non ci sono più le guerre, i soldati servono per decorare la città.
Anche Ambrogino stava ad aspettare il ritorno dalle corse, col naso in su, quando si abbattè nella giovane sposa, che portava il bambino in braccio, con una bella cuffiettina nova di bucato, tutta a sbecchi. La sposina presentò Ambrogino a Pasquà, il marito, che già si conoscevano di vista e di saluto.
A un tratto la gente cominciò a dire: ecco! ecco!; e passano le grandi carrozze, gli stages, con sopra tutta quella signoria di belle donne, di belli uomini, tutti felici. A quel nembo di ricchezza e di gioia che trasvolava al galoppo dei grandi corsieri, la sposina non potè frenare la sua ammirazione; e ritta su la punta de' piedi, si sporgeva in avanti quasi dimenticando il bambino che reggeva. Esclamazioni di stupore le fiorivano su le labbra smorte.
Ma Ambrogino che godea di quell'ammirazione, quasi che quelle berline, quello splendore di vestimenta e di monili fossero stati un tantino di sua proprietà, le diceva:
— Altro che il palio di Siena!
— È altra cosa — rispondea lei a pena, senza voltarsi. — Ma, certo, questo seduce di più.